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"SECOLO BREVE O SECOLO LUNGO?" Sintesi dell'intervento di Nicola Tranfaglia (Università di Torino)
Il docente ha finto un dialogo immaginario con Eric Hobsbawm, storico contemporaneo inglese, autore de Il secolo breve. Per Hobsbawm il Novecento va suddiviso in tre parti: l'età della catastrofe (1914-1945), l'età dell'oro (1945-1990) e l'età della frana (1990-2000).
La prima età non è condivisa da Tranfaglia che ritiene i primi quattordici anni del secolo determinanti per l'attuale società. In essi si pongono infatti le basi per l'avvento della societá di massa
G, per lo sviluppo dei media e per il prevalere del potere esecutivo
G sul parlamento. Inoltre è difficile definire il primo periodo come unico, poiché è contrassegnato da una "guerra civile europea", da una crisi della democrazia e dalla grossa cesura provocata dalla crisi economica del 1929.
Tranfaglia concorda invece con lo storico inglese per quanto riguarda il secondo periodo, l'età dell'oro, che, sebbene caratterizzato dalla guerra fredda
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e da un equilibrio basato sul terrore degli armamenti nucleari, ha visto enormi processi di crescita (ricostruzione, boom, anni Sessanta) accompagnati da una grande rivoluzione socio-culturale (movimento '68, rivoluzione sessuale, donne, famiglia), da un grande internazionalismo dovuto agli strumenti comunicativi di massa e dall'emergere dei paesi in via di sviluppo.
Forse proprio per questi eventi è opportuno, secondo Tranfaglia, collocare un'altra cesura di questa età, quella relativa alla crisi energetica degli anni Settanta che ha rappresentato la spia per successivi cambiamenti destinati a modificare gli equilibri.
Per quanto riguarda l'ultima periodizzazione, l'età della frana (ovvero il crollo del modello sovietico), ad Hobsbawm va dato atto di aver riconosciuto al comunismo
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sovietico il merito di aver sollecitato l'evoluzione del capitalismo
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occidentale che ha permesso alle classi operaie di ottenere cambiamenti e riforme. Ma è altrettanto vero che questo secolo non vuole finire, poiché dopo il 1992, anno di pubblicazione del libro inglese, sono avvenuti fenomeni di grande importanza come l'immigrazione, la difficoltà da parte del modello occidentale di adattarsi nei paesi sovietici o ex coloniali, l'ascesa del modello personalistico del potere fondato su carismi e personalità singole, la rivoluzione informatica e telematica, la nascita di un rapporto nuovo fra scienza pura e scienza applicata, la globalizzazione
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compiuta dell'economia e della società. Il Novecento è quindi, secondo Tranfaglia, un secolo lungo, o meglio le periodizzazioni ad esso relative difficilmente rendono la complessità del nostro tempo, caratterizzato anche da una crisi del pensiero laico occidentale, spesso incapace di nuove elaborazioni per una societá di massa
, dove è più facile parlare in termini profetici o carismatici, supportati dai mass-media
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