Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea |
La città in fondo a destra
Integralismo, fascismo e leghismo a Verona
a cura di Emilio Franzina
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Nel panorama complesso dell’estrema destra italiana il ruolo svolto dal Veneto, e da Verona in particolare, come rampa di lancio di iniziative xenofobe e razziste, si coniuga ormai da quindici anni in qua con vistose ricadute politiche a livello locale e poi con la gestione, da parte della Lega e dei suoi esponenti più in vista, della cosa pubblica. Al posto del vecchio localismo piccolo borghese degli artisti, dei versificatori e dei cantori della veronesità fioriti fra Otto e Novecento (da Berto Barbarani ad Angelo Dall’Oca Bianca), si è fatto largo un condensato di nozioni identitarie rudimentali che si compendia nella difesa strenua di un territorio sentito come proprio e intangibile, da preservare con ogni mezzo dall’intrusione di stranieri ed estranei. Linguaggi e stili di vita, fenomeni di costume e atteggiamenti mentali si incrociano con i riusi della tradizione nel segno del tradizionalismo, con la demagogia dei messaggi populisti, ma anche con l’eredità del moderatismo sia liberale che cattolico. Ricercatori e studiosi, quasi tutti veronesi, si sono interrogati sulle radici e quindi sulla storia di un fenomeno che, pur con le sue peculiarità locali o regionali, aiuta a inquadrare e a meglio comprendere le grandi trasformazioni dalle quali è stato investito l’intero paese, esposto ad un mutamento di tipo quasi genetico delle proprie strutture mentali e culturali. |
Indice:
Emilio Franzina
Nota introduttiva
Gian Paolo Romagnani
La polemica sulle Pasque veronesi fra politica e storia
Valerio Evangelisti
Ludwig, un caso chiuso?
Emanuele Del Medico
Il mondo chiuso del fronte identitario. Tradizionalismo cattolico, leghismo e
destra radicale
Andrea Dilemmi
«Heil Hellas!»: tenere la destra in curva. Sociabilità e immaginario della
destra radicale sugli spalti scaligeri
Agata La Terza
Dietro la paura
Sergio Paronetto
Populismo etnico e religione civile a Verona. Un progetto politico tribale e
autoritario